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Esperienze

08

Mag
2018

One Comment

In Esperienze

By Barbara

Quella cosa lì che si fa con il latte.

On 08, Mag 2018 | One Comment | In Esperienze | By Barbara

Una volta per tutte: sì, esistono fobie alimentari. Sì,  alcuni di noi ne soffrono dalla nascita. No, non possiamo spiegarle in un modo comprensibile a voi che non ne soffrite. Vessati da continue domande, sottomessi alle frasi spesso minatorie dei padroni di casa cucinieri, derisi dagli amici commensali e terrorizzati dagli sputi nel piatto che chissà quante volte abbiamo ricevuto come risposta al nostro divieto d’improvvisazione allo chef, abbiamo imparato a formulare frasi che pongano fine ad ogni discussione e insensata tortura. Sono allergica e potrei morire. Ho una rara malattia. La mia religione non me lo consente. Preferisco digiunare. Ho un chip nel cervello che a contatto con l’enzima attivato da quella sostanza mi fa esplodere. E ogni volta non vediamo l’ora di tornare a casa da mamma. Perchè lei sola sa. Persino la nonna insiste da quando siamo piccoli e si rifiuta di capire. E’ tempo che qualcuno te lo dica, e lo farò io, con parole semplici e povere. Io non mangio formaggio, non posso stargli vicino, non lo tocco e preferisco non vederlo, quindi se tu ne mangi preferisco sederti lontano, perchè potresti contaminarmi. Pensa che non mangio nemmeno la maionese perchè gli somiglia. E quando me lo nascondi appositamente e io ne mangio per sbaglio, mi fai il torto peggiore che si possa fare a una persona. Vuoi sapere perchè? Ottimo, eccoti la risposta. Per me è cacca. Ma se pensi che questa sia una frase da bambina capricciosa, sappi che non uso questo termine come quando a tre anni ti fanno “le ttottò” sulle mani. No, è proprio cacca. Ma non quella carina di Arale. La mangeresti tu? E perchè no? Sei allergico? Ma se non hai mai provato come fai a dirlo, scusa? Nessuno è morto per questo, no? Forza, assaggia e se non ti piace poi puoi sputare. Vedi, per noi è così. Non ti piace come paragone, me ne rendo conto, ma credimi se ti dico che, almeno nel mio caso, ricordo benissimo i pianti per la sola vicinanza di “quella cosa che si fa con il latte” e che faccio fatica persino a nominare, a meno di tre anni di età. Sei sconvolto, lo so, perchè nessuno di noi ha mai avuto il coraggio di dirtelo, ma era tempo che qualcuno lo mettesse nero su bianco, così chi si trova nella mia condizione da sempre, ha finalmente modo di inviarti questo link e metterti a tacere. Un po’ come nel circolo della fiducia, ora sappiamo di essere in molti, e tutti abbiamo lo stesso perenne problema.  Che siano banane, pomodori, spaghetti, insalata, semi per  pappagalli o cocce di pomodoro noi non le mangiamo e facciamo fatica a sopportarne l’esistenza. Così se alcuni turofobici come me sopportano la mozzarella sulla pizza, lo fanno solo ed esclusivamente perchè a un certo punto non ce l’hanno fatta più e hanno ceduto pur di non dover inventare una nuova malattia mortale,  tentando di non immaginarsi nell’atto di mordere la cosa peggiore che si possa pensare. Io no, per me sei tu che sei matto a mangiare una cosa non commestibile. Così se mi chiedi cosa farei se stessi morendo di fame e intorno a me ci fosse solo “quella cosa lì che si fa col latte”, io ti risponderò “E tu, cosa faresti se stessi morendo di fame e intorno a te ci fosse solo “quella cosa lì che…?”… insomma hai capito. Non ho altro da aggiungere. Ah, e non ho nessuna intenzione d’ora in avanti di inventare altre fantasiose spiegazioni, perchè la verità è bellezza. Quando mi invitate a cena dico di no per questo motivo, così almeno voi potete mangiare la lasagna senza che la spiegazione che fornirò rifiutandola  vi ferisca troppo. Buon appetito a tutti.

 

 

Comments

  1. A me non piacciono i topi, per dire…

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